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Scanner Intraorali

Scanner Intraorale vs Impronta Tradizionale: il Confronto per il Dentista

Pubblicato il 15 febbraio 2026

Nel 2026, lo scanner intraorale è realtà consolidata negli studi italiani, ma la domanda rimane: è davvero superiore all'impronta tradizionale in ogni circostanza? La risposta, come spesso accade nella pratica clinica, è più sfumata di quanto i marketing dei produttori vogliano farci credere. In questo articolo analizzeremo i dati, i limiti reali e i contesti in cui ciascuna tecnica conserva valore.

La Precisione: Cosa Dice la Letteratura

La letteratura peer-reviewed degli ultimi 5 anni è coerente: gli scanner intraorali digitali moderni raggiungono una accuratezza media di ± 40-60 micrometri, mentre l'impronta in silicone tradizionale si attesta su ± 50-80 micrometri. La differenza esiste, ma non è abissale.

Il Primescan di Dentsply Sirona, in particolare, ha dimostrato in studi pubblicati su Journal of Dental Research una deviazione media di ±47 micrometri su ricostruzioni complete di arcata, con margini di stabilità eccellenti. L'impronta in polivinilsilossano (PVS), quando gestita correttamente con tecnica di doppia miscelazione e spedizione rapida al laboratorio, raggiunge ± 55 micrometri.

Dato clinicamente rilevante: Entrambe le tecniche sono superiori ai ± 100 micrometri di tolleranza clinica. La differenza di 10-15 micrometri non è percepibile dal paziente nel 95% dei casi di restauri singoli e corone su impianto.

La vera differenza emerge nei restauri multipli su arcata intera: qui lo scanner digitale mantiene la coerenza geometrica meglio dell'impronta analogica, grazie all'assenza di distorsioni accumulate durante il trasporto.

Tempi di Lavoro: Dal Paziente al Laboratorio

Analizziamo il workflow reale, minuto per minuto:

Fase Impronta Tradizionale Scanner Intraorale (Primescan)
Tempo alla poltrona 8-10 minuti 10-15 minuti (prima volta)
Disponibilità dati 24-48 ore (attesa posta/corriere) Istantanea (file digitale)
Costo materiali per restauro € 2-5 € 0 (una volta ammortizzato lo scanner)
Rischio di rilavorazione 5-8% 2-3%

Il vantaggio temporale dello scanner emerge quando l'impronta deve essere rispedita per errori di scansione o contaminazione. Con il digitale, il reflex è immediato: se la regione è mal registrata, la rivedi in tempo reale sulla bocca del paziente.

Il Paziente come Fattore Decisivo

Spesso sottovalutato nei confronti tecnici, il comfort del paziente è un driver clinico reale. Studi qualitativi su oltre 1.500 pazienti (2024-2025) mostrano preferenze nette:

  • Nausea e riflesso del vomito: Impronta tradizionale riporta 25-35% di pazienti con fastidio; scanner intraorale 8-12%
  • Ansia generale: Impronta genera minore ansia percepita (57%), scanner intraorale (71%) — il paziente non capisce cosa stia accadendo
  • Preferenza dichiarata: 78% dei pazienti preferisce lo scanner quando ben spiegato
Insight clinico: La superiorità del paziente non risiede sempre nella tecnica, bensì nella comunicazione preventiva. Spiegare al paziente cosa accadrà riduce l'ansia indipendentemente dalla scelta tecnologica.

I Casi in Cui l'Impronta Resta Preferibile

Nonostante i progressi, ci sono circostanze in cui il professionista consapevole sceglie ancora l'impronta tradizionale:

1. Arcate Molto Posteriori con Scarsa Apertura Boccale

La visibilità intraorale della regione distale posteriore rimane limitata con lo scanner. Un paziente con limited mouth opening (< 35 mm) avrà difficoltà a far accedere la punta dello Primescan fino alla regione del primo molare. L'impronta, pur richiedendo manovra più delicata, rimane praticabile.

3. Impossibilità di Gestire File Digitali in Studio

Raro nel 2026, ma esiste: uno studio senza integrazione CAD/CAM o senza partnership con laboratori digitali troverebbe costoso digitalizzare un impronta con scanner intraoralie inviare il file. Per loro, l'impronta rimane più logistica.

Il Costo Reale per Restauro

Qui i numeri diventano illuminanti. Consideriamo un restauro singolo (corona unitaria):

Impronta Tradizionale per restauro:

  • Materiale impronta: € 3
  • Spedizione laboratorio: € 5-8
  • Modello in gesso: € 8-12 (costo laboratorio trasferito)
  • Rischio rilavorazione (5%): € 0-40
  • Costo medio: € 20-35 per restauro

Scanner Intraorale per restauro (ammortamento già calcolato):

  • Costo materiale: € 0
  • Tempo scanner ammortizzato: € 2-5 (stima conservativa)
  • Rischio rilavorazione (2%): € 0-10
  • Costo medio: € 2-8 per restauro

Su 100 restauri all'anno, lo scanner genera un risparmio lordo di € 1.200-2.700. Questo va pesato contro il costo iniziale dello scanner (€ 18.000-24.000) e ammortamento pluriennale, non su un singolo restauro.

La Risposta Non È Binaria

Non esiste uno strumento universalmente superiore. Il professionista consapevole valuta:

  • Volume di restauri digitali: Oltre 200-250 all'anno, lo scanner è conveniente
  • Profilo pazientistico: Studio con molti pazienti ansiosi o con problemi di accesso buccale potrebbe optare per l'impronta nonostante il costo
  • Flusso laboratoriale: Se il laboratorio non è in grado di processare file digitali, l'impronta rimane obbligata
  • Posizionamento competitivo: In una città ad alta densità di studi, il digitale diventa fattore di differenziazione percepita dal paziente

DTS Marche accompagna lo studio dentistico nel valutare realisticamente quale soluzione sia migliore per il suo contesto specifico — non per vendere, ma per far funzionare bene la clinica.

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